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Lavori socialmente utili, Società per Cornigliano dice sì, ma Bernini vota contro e accusa Tursi

Di Michela Serra –Con tre voti su quattro passa l’accordo: Società per Cornigliano integrerà il reddito dei lavoratori Ilva. Bernini vota contro e lancia accuse durissime anche contro il Comune di Genova: <E’ stato fatto un giochino – dice – ma non c’è un vero progetto>.Ilva

 

L’ultimo atto sui lavori socialmente utili per i dipendenti dell’Ilva di Genova Cornigliano è andato in scena questa mattina, con la riunione del Consiglio di Amministrazione di Società per Cornigliano. Com’era prevedibile l’ok all’accordo stretto in Regione per la copertura degli stipendi è arrivato e Società per Cornigliano stanzierà il denaro necessario. Solo un voto contrario su quattro: quello del vice sindaco di Genova Stefano Bernini, che ricopre anche la carica di vicepresidente della società. Un no amaro come il fiele che porta con sé settimane di polemiche e veleni. Contrario sin dall’inizio, Bernini non risparmia più nulla a nessuno, compreso Palazzo Tursi: <E’stato fatto “un giochino” per dare questi soldi ai lavoratori, non c’è un reale progetto “socialmente utile” per la città – accusa durissimo il vice sindaco – non siamo di fronte a un’ operazione completamente trasparente e questo rende carta straccia tutti gli accordi precedenti>. Società per Cornigliano aveva già fatto un’operazione simile, ma all’epoca non esisteva un regolamento governativo che oggi esiste. <Ritengo inaudito che Società per Cornigliano sia stata usata come un bancomat – prosegue Bernini – non siamo stati coinvolti in nessun iter. Poi c’è la questione del merito: è la copertura più alta mai vista, dato che si tratta dell’80% e non del 77% com’è sempre stato>. Insomma, secondo Bernini è una presa in giro. Poi c’è lo spettro della Corte dei Conti che un giorno potrebbe intervenire. <Siamo sul filo del rasoio – conscude Bernini – la legge dice che un’ operazione del genere si può fare, ma è necessario un progetto. Dubito che il Comune abbia avuto modo di studiare progetti che siano davvero di utilità pubblica>. Secondo l’accordo i 575 dipendenti lavoreranno 7 ore al giorno per 7 ore al mese fino al 30 settembre e saranno impiegati in quaranta progetti a fronte di una spesa di circa 700 mila euro o poco meno. Ormai il risultato è definitivo <Io ho fatto tutto quello che potevo fare – commenta ancora Bernini -. Segno che la delusione verso il suo stesso Comune è molto cocente.

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